mercoledì 26 settembre 2012

Chiarezza e ratio sulla sorte di Alessandro Sallusti

Il caso del direttore deIl Giornale è da una settimana al centro delle polemiche (seguendo, per ovvio interesse nazionale, la vergogna della Regione Lazio).
Tuttavia la vicenda del noto e spesso a ragione malsopportato giornalista non è solo triste, ma anche non a tutti chiara. Questo lascia ampio spazio alla strumentalizzazione, da qualunque parte del globo, di una vicenda in cui le responsabilità sono a dire il vero assai definite. E in quanto tali, non accessibili al volgo, come da tradizione italiana.

I fatti: 2007, c'è un articolo firmato anonimo; c'è il direttore che ha la responsabilità degli articoli pubblicati dal suo giornale; c'è l'insinuazione reiterata che un giudice abbia costretto una bambina ad abortire; c'è un giudice che sporge querela; c'è una Corte di Cassazione che pronuncia una sentenza.
Non era così difficile... Ora può essere legittimo fare le dovute considerazioni.

Personalmente non ho trovato parole migliori di quelle di Massimo Fini per commentare la questione.
Mi risparmio vari commenti poco seri alla "chi la fa l'aspetti", ma non c'è nemmeno alcun motivo per trovare un grande antagonista malvagio nella vicenda, essendo il reato stato commesso ed essendo la sentenza in linea col Codice Penale. 

La legge può non piacere ma finché non la si cambia essa è padrona e tale deve essere. Tra tutti i commentatori è probabilmente il diretto interessato quello che ha conservato maggiore dignità. Non gli uomini del Partito Azienda, un tempo concordi nel voler applicare lo stesso trattamento ai loro oppositori. Non la categoria dei giornalisti, ormai priva di quei connotati un tempo fondamenti della professione.

Ora sarebbe bello, più di ogni cosa esteticamente e moralmente, non fare altro casino...

domenica 16 settembre 2012

Italopia

E' una costante dei paesi democratici: al diffondersi dell'indignazione popolare segue una risposta politica, prima in forma di promesse, quindi tramutandosi in azioni concrete o presunte tali. 
Non vi è nulla di male nel cavalcare l'indignazione: un sistema democratico è tenuto per definizione ad accontentare le maggioranze quando la volontà di queste non cozza con i principi inviolabili dello Stato.

Lo schema dovrebbe essere semplice: se tramite mezzi di raccolta delle informazioni emerge che una grossa fetta di popolazione desidera una legge costituzionale sui vitalizi o sul numero di deputati di Camera e Senato, in un sistema democratico utopisticamente perfetto quei cittadini andrebbero accontentati. Ripristinare la pena di morte per gli eretici, nello stesso sistema perfetto, non sarebbe comunque possibile nemmeno se il 70% della popolazione fosse costituito da inquisitori.
Il problema è che l'Italia non dispone di un sistema democratico utopisticamente perfetto, né ritengo necessario argomentare questa affermazione.

Tutto ciò fa sì che l'indignazione dei cittadini nasca da loro e finisca morendo lentamente attraverso varie eco istituzionali, rimbalzando tra la bocca di questo e quel segretario di partito. Questo gioco al palleggio dura per un po', non tanto fino a quando la gente se ne accorge (ovvero abbastanza presto), ma piuttosto finché non emerge qualcuno che è al di fuori del gioco, che è pulito poiché non ha ancora avuto modo di mentire. Cosa dovrebbero fare gli elettori se non ammassarsi attorno al nuovo che avanza senza nemmeno pensarci? Non è un comportamento biasimabile, ma puro istinto di sopravvivenza.

Se ne stanno accorgendo tutti. Monti teme "derive nazionaliste nell'Europa". Io credo abbia ragione di paventarle. Dopotutto è lo stesso pseudo-presidente che disse "abbiamo aggravato la crisi ma non avevamo altra scelta". Certo che avevate scelta, ne avevate più di una. E se è vero che per rilanciare un'economia distrutta bisogna prendere provvedimenti che nel breve periodo fanno male, è anche vero che essi avrebbero fatto meno male se conditi con riforme di giustizia sociale. Ammesso e non concesso che il potere d'acquisto di una Nazione in ginocchio possa tornare a crescere dopo un presente come questo. Un presente che lascia certo posto a nazionalismi, rivoluzioni e quant'altro segni un distacco con ciò che ha portato a tale situazione.

Prima o poi (più prima che poi), qualcuno farà presente al mondo che questa democrazia è sbagliata. Essa non è reale, è un mondo virtuale alla Matrix che con l'aiuto del capitalismo ci rende tutti dei denutriti sazi. Quando quel qualcuno si farà avanti sarà accolto come un messia e gli oligarchi del mondo lo temeranno come temono il realizzarsi di una democrazia realmente perfetta.

mercoledì 12 settembre 2012

Dio non è grande

Il fatto: durante l'undicesimo anniversario dell'attentato alle Torri Gemelle, in Egitto i musulmani salafiti si dirigono in preda all'ira verso l'ambasciata americana del Cairo per protestare contro uno sconosciuto film anti-islamico girato da un ebreo americano.
Lo stesso giorno a Bengasi ha luogo il saccheggio della sede diplomatica americana, con quattro persone morte a causa degli incendi appiccati. L'ipotesi più probabile per questo secondo assalto è che sia stato organizzato da Ansar Al-Sharia, gruppo terroristico che si fa risalire ad Al-Qaeda.

Di tutto questo cosa colpisce? L'occidentale medio si soffermerà sulla brutalità dell'evento, che ha visto la morte di quattro persone innocenti, causato da fanatici musulmani adirati per la blasfemia americana (tanto si sa ormai che il trend è quello). Il tutto durante l'11 settembre. 
Evitiamo cospirazionismi sul semitismo, non vi sono le condizioni adatte. Chiediamoci per quale motivo sono morti un ambasciatore e tre funzionari: a causa dell'arretratezza culturale di una nazione, o al limite per lo sfruttamento di tale arretratezza da parte di qualcuno.

Da una parte si rivela dunque sciocco il grande giubilo collettivo alla morte del colonnello Gheddafi: chiunque lo succederà avrà a che fare con una società di questo tipo. Dall'altra dovremmo evitare di strillare in stile Santanché perché di queste cose in Europa non ne accadono. Soprattutto tirando in ballo la questione religiosa non avendo le competenze per farlo. Come se fosse la differenza tra Islam e Cristianesimo il problema di fondo. La differenza tra una religione che vuole l'omicidio in nome di Dio e un'altra religione che vuole l'omicidio in nome di Dio.

Se vogliamo essere orgogliosi di qualcosa dovremmo esserlo per aver superato il sistema statale teocratico, avvicinandoci anno dopo anno, secolo dopo secolo alla Democrazia piena e compiuta, sorvolando per un attimo sui grossi problemi "dietrologici" della stessa. Meno orgogliosi dovremmo essere del fatto che abbiamo impedito a quelle popolazioni di rigettare la barbarie, costringendo il 70% buono del mondo allo stato di colonia e, come tale, arretrato.

Le meschinità della psiche umana si riperquotono sull'intero Occidente: tendenze ad assolutizzare le proprie concezioni, concepire meriti per sé e colpe per il prossimo, trovare risposte facili a domande complesse, sempre. E chi ha le risposte serie se la ride, guarda il mondo bruciare con in mano tanica e fiammiferi.

lunedì 10 settembre 2012

L'usura nei secoli

Qualunque sistema di prestito con tasso d'interesse anche solo dello 0,0001% sia dichiarato ufficialmente usura. Ecco cosa sarebbe giusto, il boicottaggio tout court del sistema bancario.
La verità emerge ogni giorno di più, questa tempesta cancella ogni minuto gli strati di cera che coprono la vera faccia della società.
Quello che posso consigliare fortemente al lettore è di concedersi la visione del seguente cartone animato. Molto di ciò si sa già, eppure fa sempre bene ridestare la consapevolezza una volta tanto:
BUONA VISIONE!

venerdì 7 settembre 2012

Dubbi, certezze e Casaleggio

Il 6 settembre accade qualcosa di molto interessante, triste o preveibile a seconda, ed accade durante un servizio della trasmissione Piazza Pulita di La7. Per chi, come me, se la fosse persa, può trovare qui ciò a cui mi riferisco, che ovviamente è il fuorionda del consigliere regionale Giovanni Favia, ormai ultra-noto, con l'inviato di Formigli.

Tante teorie al riguardo: il consigliere neoeletto cerca fama, poiché avrebbe per forza saputo che ogni sua parola sarebbe stata pubblicata, oppure cerca di "auto-epurarsi" per aumentare consenso intorno a sé... è molto più probabile, secondo chi scrive, che Favia abbia semplicemente detto la verità senza nemmeno porsi il problema se le sue parole sarebbero state rese note o no. Glielo si legge in faccia, quando una persona non è capace di mentire ed è costretta a farlo non regge il peso. Quella di Favia non è una confidenza, è una confessione.

Ma chi è Gianroberto Casaleggio? Al Corriere della Sera si presenta come un privato cittadino che, contattato da Grillo, avrebbe cooperato con lui per la costruzione di un progetto politico, e che contro le parole di Favia non avrebbe mai interferito concretamente con il Movimento. Ci sono tuttavia molte cose che andrebbero spiegate, o che si spiegano da sé, tra epurazioni e divieti televisivi. 

Al di là delle domande su chi sia Casaleggio, se un comune imprenditore informatico brillante e realizzato, un padre-padrone di movimenti rivoluzionari, un massone depositario della vera conoscenza, o tutte le cose insieme... la storia d'Italia si rivela giovane rispetto a ciò che verrà.

sabato 1 settembre 2012

Meno Grilli per la testa

Ci siamo gente, manca poco! Il giorno del giudizio però non sarà a dicembre, dovremo invece aspettare primavera. E sempre che nel frattempo non si decida di sospendere le elezioni per il bene del popolo bue, per dirla come eventualmente lo direbbe lo pseudogoverno. Una considerazione scontata al riguardo? Movimento 5stelle fenomeno dell'anno 2013.
Ne gioirei parecchio se la succitata considerazione fosse realmente così scontata...

In gran parte del suolo patrio il movimento accumula consenso. Per parlare solo della mia piccola e umile regione, l'Umbria, gli ormai noti come "grillini" costituiscono secondo i sondaggi il secondo partito nelle preferenze elettorali, col sostegno in particolare della classe imprenditoriale. Sono superati di una caccola dal PD. Dunque cos'è che mi preoccupa? Il fatto che ad esempio, ripensandoci, poco più su io stesso mi sono riferito a loro come "grillini".
Il ché ci porta a parlare di Giuseppe Piero Grillo.

Il comico genovese, noto a tutta Italia da anni ma in realtà sconosciuto ai più, è stato promotore di un sentimento politico fervente, innovativo, coadiuvato dalla sua spiccata personalità. Senza di lui il Movimento non avrebbe la notorietà di cui è ora rivestito e, come tutti possono argomentare, si è sempre trattato di una notorietà a doppio taglio. Solo che ultimamente il manico del coltello ce l'ha la disinformazione, e a passarglielo è lo stesso Grillo...

Chi scrive non è, sinceramente, un dispregiatore del culto della personalità. Tuttavia lo ritiene un sistema che funziona quando la personalità funziona a sua volta. E Grillo, arrivato a 64 anni a luglio, comincia a perdere colpi. Alcune esternazioni potrebbero confondere l'elettorato più passivo, alcune rivendicazioni paternalistiche sul Movimento possono a ragione indisporre i più tenaci.
Se non viene messo da parte tutto il progetto rischia di diventare davvero, come vuole la stampa di corte, "la risposta strillata allo stremo degli italiani". I 5stelle devono solo seguire le linée guida fino ad ora tracciate, assumersi la piena responsabilità di tutta la macchina e diventare in fine politica con la P maiuscola.
Poi ne riparliamo.

venerdì 31 agosto 2012

Demoparadosso dei conservatori

Mitt Romney, candidato alla Casa Bianca
Siamo in vista delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti d'America, che possiamo definire le elezioni alla presidenza dell'Occidente con diritto di voto a suffragio universale americano. Il candidato del Republican Party è Mitt Romney, già noto al mondo per la sua vita particolare, per le sue tendenze morali e per essere un concorrente piuttosto apprezzato dal popolo a stelle e strisce. Ecco, appunto.

Siamo nel periodo in cui siamo, dunque dei potenti non dovrebbe interessarci tanto cosa pensano di bioetica, diritti delle minoranze e altre cose rimandabili in un contesto da Terzo Mondo preannunciato. Tuttavia il popolo americano non è, generalmente parlando, capace di ragionamenti politici così raffinati. Tendenzialmente vince le elezioni il candidato con la faccia pulita, una bella famiglia e manifesta devozione cristiana. Ciò e solo ciò spiegherebbe un mandato e mezzo di G.W. Bush... Ecco, appunto.

Vi è una particolarità tremenda e spaventosa nei partiti bigottisti: essi non cercano voti offrendo diritti o promettendo sviluppo; invece raccolgono consenso promettendo la fine dei diritti di alcune minoranze. Essi non dicono "votatemi e avrete" ma "votatemi ed essi non avranno"! Matrimonio e coppie di fatto, fecondazione assistita, aborto, eutanasia... in questi pochi esempi i conservatori dicono: "No al diritto ai gay di essere famiglia giuridicamente! No al diritto di una donna che non può avere figli legittimi di avere figli legittimi! Ma anche no al diritto di una donna di interrompere una gravidanza non voluta! E no e poi no al diritto di scegliere quale sia il prezzo della propria dignità".

La campagna elettorale leghista, per fare un esempio, è affine ma trasposta sul tema immigrazione. Eppure essa è a suo modo meno assurda di quella sopra descritta, poiché almeno spaccia l'immigrazione per un problema delle maggioranze. Non è invece chiaro nemmeno a chi ci crede quale maggioranza sarebbe danneggiata dall'autonomia di sceltà per se stessi di un morente... forse la maggioranza di un popolo allevato per credere anziché  pensare?
Ecco, appunto.

martedì 27 dicembre 2011

Energia pulita, comune e a costo zero: non è fantascienza, è l'ovvio che diventa mistero

La lunga assenza è dovuta a un periodo denso di esami e di studio matto e disperatissimo. Tuttavia mi sono imbattuto nel seguente filmato e ho ritenuto un dovere promuoverlo.
Energia alternativa, a costo zero: eolico, solare? Affatto, qualcosa di molto più semplice, alla portata di chiunque, o per lo meno a impatto nullo sull'ambiente, conservando la massima efficenza.
Il motivo per cui nessuno di noi ne era a conoscienza lo lascio spiegare alla voce narrante, affinché capiate. Buona visione.

sabato 10 dicembre 2011

Mistero dello Stato: ovvero l'ovvio che diventa tabù

E' ora, cari italiani, di farci qualche domanda. In realtà è da un secolo che è il momento giusto di interrogarci, ma ora come ora è assolutamente indispensabile, anche perché è facile quanto importante.

Il non-eletto governo Monti usa la parola chiave "sacrifici" per descrivere il proprio programma. Essa si traduce in rinuncia, rassegnazione, miseria, iniquità... possiamo ben dirlo senza dover essere considerati bestemmiatori: la manovra è palesemente iniqua e pure menzognera: ci vengono a dire che non si può fare altrimenti, che non ci sono alternative, che dobbiamo "partecipare tutti alla sobrietà e al sacrificio". Sbagliato, sbagliato, schifosamente sbagliato!

Nessuno si azzardi a dire che questo è qualunquismo o rimpianto berlusconiano: non esiste il diritto di dire stronzate perché quando si parla di mandare tutti sul lastrico l'ignoranza è una colpa. Come tutti ben sanno - e nessuno può negare ciò - quando si affronta un  grosso problema bisogna sì rinunciare a qualche lusso. Ma come tutti altrettanto sanno, il lusso è, per definizione, ciò di cui si può fare a meno. E poiché qualche ignorante - colui che ignora - dirà che in Italia non abbiamo lussi da tagliare, vediamo di smentirli.

Ecco un elenco di vero lusso:
.spese militari pazzesche in previsione dal governo per decine e decine di miliardi da spendere in Caccia F-35, Eurofighter, elicotteri e navi da guerra, sommergibili, sistemi digitali per l'esercito... Abbiamo davvero bisogno di tutto ciò? Mistero dello Stato.
.opere palesemente inutili come il ponte sullo Stretto e la TAV, che rubano allo Stato altri abbondanti miliardi per vedersi realizzate - forse forse - fra una decina d'anni minimo. Abbiamo davvero bisogno di tutto ciò? Mistero dello Stato.
.i proverbiali sprechi della politica sono sotto gli occhi di tutti: i nostri parlamentari hanno davvero bisogno di tante auto blu quante quelle di tutti gli Stati Uniti? E di avere ogni tipologia di biglietti gratuiti? Abbiamo davvero bisogno di tutto ciò? Mistero dello Stato.
.l'infinità di beni immobili del Vaticano regolarmente non tassati anche quando hanno evidenti fini commerciali... Abbiamo davvero bisogno di tutto ciò? MIstero dello Stato.

Solo tagliando buona parte - nemmeno il tutto - delle spese militari si otterrebbe una signora finanziaria. Se invece si prendessero provvedimenti su tutto l'elenco di veri lussi diverremmo all'istante lo Stato più virtuoso al mondo!

Michele Dotti, sul sito Disinformazione.it stima i risparmi di una contromanovra presentata da Ecologisti e Civici, affine a quanto sopra detto, in oltre 60 miliardi!!! Niente pensioni, niente Imu indiscriminata, niente di niente! Ma il motivo per cui a questa roba non pensano minimamente i signori governanti, non è poi un "mistero dello Stato"... dipende tutto dal fatto che nessuno li costringe.

giovedì 8 dicembre 2011

Vaticano e Ici: l'"esclusivamente" della discordia

Arrivati alla resa dei conti, ci sono dubbi che vanno eliminati per potersi fare un'idea sulla questione del momento: la benedetta tassa sugli immobili del Vaticano. Quando i nodi vengono al pettine, ci si accorge che queste grandi polemiche nascono sempre e comunque dalle imprecisioni, più o meno volute, della politica.

Di recente, un'ondata di indignazione, particolare perché incoraggiata da una prospettiva di futuro tetra e anche perché avente un appoggio incredibilmente trasversale, sta portando alla luce talune verità scomode per la Santa Sede. Quanto effettivamente scomode lo vedremo tra poco.

Intanto, riferendoci alla sola Capitale, possiamo certificare l'esistenza di almeno 23 mila tra terreni e fabbricati sotto la gestione della Santa Sede. La situazione non è trasparente, tanto che la Ue sta indagando sull'esenzione-Ici per le no profit e sullo sconto del 50% sull'Ires per associazioni di assistenza e beneficenza. L'ipotesi è che tali realtà vengano utilizzate effettivamente a fini di lucro, con annessa evasione delle dovute tasse.

Il valore dei beni complessivi in esame è incalcolabile, così come il loro numero d'altronde. Per questo motivo è bene partire dai pochi dati certi. Ad esempio dal 2005 una serie di indagini a Roma sugli edifici ecclesiastici ha portato al recupero di 9,3 milioni di tasse effettivamente evase. Una sentenza della Cassazione ha obbligato una clinica delle suore di La Spezia a versare 38.327 euro di Ici; a Cagliari le cartelle esattoriali agli enti religiosi fioccano e sono assai nutrite. Detto ciò, qual'è il pomo della discordia per cui non si sa se è vero cosa?

L'Anci ha stimato un'Ici vaticana potenziale di 400-700 milioni di euro; per l'Associazione ricerca e sviluppo sociale (Ares) si tratta di 2,2 miliardi, mentre il presidente della Commissione attuazione del federalismo fiscale parla di soli 70-80 milioni di "patrimonio ecclesiastico esclusivamente commerciale". Ed eccolo qui il problema! L'avverbio "esclusivamente" ha una storia affascinante ed è la chiave di tutta questa confusione, di tutti questi bisticci tra laici e autorità ecclesiastiche: nel 2005 il filocattolico Berlusconi aveva esentato dall'imposta ogni ente no-profit (anche laici). Nella sua breve vita, il Governo Prodi (di per sé a sua volta filocattolico) limitò poi tale beneficio agli edifici "che non hanno esclusivamente natura commerciale".

Ordunque, come si fa a stabilire quali edifici hanno esclusivamente natura commerciale? Per capire, se questo comma venisse preso alla lettera, un prete potrebbe allestire un'edicola dentro una basilica e non pagare alcuna tassa sulla sua attività. Infatti il luogo non avrebbe finalità esclusivamente commerciali, ma sarebbe anche un luogo di culto. Certo, si potrebbe interpretare la frase a proprio piacimento, dopotutto nessun luogo è, formalmente parlando, esclusivamente commerciale... Infatti può sempre avere altri attributi quali "religioso", "di culto", "carino", "pacchiano" ecc.

La soluzione più conforme alla giustizia sociale potrebbe essere l'eliminazione di quel poco sobrio "esclusivamente", che serve solo a gettare fumo negli occhi di tutti e una certa quantità di moneta alle casse dello Ior. Quindi qualcuno faccia un po' d'ordine, perché le ambiguità legislative sono come il sonno della ragione: generano mostri.

Carissima Eminenza, è finita (forse) la pacchia

L'Anci stima in 700 mln il mancato introito per edifici - di accoglienza in teoria, di albergaggio nella pratica. Edifici di proprietà del Vaticano, adibiti ad alberghi per turisti, che spacciandosi per strutture di accoglienza non pagano l'Ici (con buona pace di Famiglia Cristiana).

La denuncia non parte più dai soliti comunisti. Certo, al segretario radicale Staderini si deve la documentazione inequivocabile che i convitti riservati a ospitare sacerdoti in realtà sono dei veri e propri alberghi, filmando la truffa in diretta. Ma oggi il malcontento e l'esigenza sono tali che nessuno può permettersi di negare tale vergogna. Critiche arrivano di recente anche da FLI, IdV e persino da PdL e UdC: la berlusconiana Gabriella Giammanco propone al ministro Fornero l'Ici al Vaticano, appoggiata dallo stesso coordiantore Verdini! Il cattolicissimo Casini si dichiara concorde all'iniziativa. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno aveva già ottenuto in un anno 10 milioni di Ici facendo effettuare accertamenti in proposito.

Alla stampa papale non rimane che la disinformazione, ma è ben poca cosa contro la volontà trasversale di un Popolo. Nel frattempo il sito www.vaticanopagatu.org ottiene sempre più consensi nella sua opera di sensibilizzazione verso il problema del parassita Vaticano.

E il governo cosa farà? Questa sarà per Monti una delle tante prove del 9 a cui sarà sottoposto, anche se la volontà in questo senso non è ancora stata espressa... anzi. Per cui, visto che persino i partiti ormai ci sentono, facciamoci sentire anche dal governo.

mercoledì 7 dicembre 2011

"La Chiesa non paga l'Ici"? Sei uno sporco comunista!

Sia detto, per onestà intellettuale, che chi scrive è "pregiudizialmente" avverso alla Chiesa Cattolica, al Vaticano, alle tre "grandi religioni" e più in generale a tutto ciò che è religioso. Detto ciò, il lettore è invitato a valutare i fatti e non chi li racconta, poiché i fatti quelli sono (fine della premessa più necessaria di quel che può sembrare).

Ovviamente, se sale il disagio sale l'indignazione, e se sale l'indignazione anche il sentimento anti-privilegi. Più propriamente la gente - non solo atei anticlericali - si inalbera alquanto se apprende da inchieste (di per sé numerosissime) che la Chiesa non paga quello che paghiamo noialtri per gli immobili comuni, quali alberghi e negozi. Ecco, questo sentimento di indignazione viene considerato dalla stampa papista una sorta di rigurgito di "sprovveduti adepti" manipolati da Rifondazione comunista e dalla stampa di sinistra e laica (aggettivo qui usato come dispregiativo).

Famiglia Cristiana "dimostra" che la polemica è infondata, in questo preciso modo: "l’esenzione dell’Ici è riservata solo per gli immobili nei quali gli enti commerciali svolgono alcune specifiche attività, come recita la legge 222/1985. Enti “destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative o sportive, nonché delle attività di religione o di culto”. Ecco, dopo aver scoperto l'acqua calda i nostri ne concludono che siccome la legge dice ciò, è conseguenza logica che il Vaticano sia in regola con la suddetta legge.
Come dire che siccome c'è il comandamento "non uccidere" gli assassini sono tutti atei. Comunque vi è un decreto legislativo del '92 che in un articolo dichiara esenti dall’ICI le pertinenze dei luoghi di culto, dove la parola "pertinenze" assume molte sfumature incerte.

Ancora: "la pretestuosa campagna laicista sta aggredendo quel poco di protezione sociale rimasta in piedi in Italia: ospedali, scuole per l’infanzia, oratori, doposcuola per i bambini indigenti, asili, mense dei poveri, centri di accoglienza, dispensari della Caritas, case famiglia, consultori, istituti per giovani madri". Infatti se si tassassero i suddetti immobili, probabilmente il Vaticano dovrebbe cessare le sue attività di beneficenza all'istante. Non potrebbe permettersele, vedremmo cardinali ridotti alla miseria, un po' come il povero onorevole se lo pseudogoverno gli taglia il vitalizio.

Infine "il presidente di Assoedilizia Colombo Clerici ha spiegato che la spiritualità religiosa è considerata una componente fondamentale della natura umana al pari della salute, della cultura, del benessere e deve essere assicurata e garantita al cittadino dallo Stato".

Macché libera Chiesa in libero Stato dunque. Come disse ironicamente CapaRezza in una canzone: "l'unica libertas è quella che sta sullo Scudo Crociato".

Per firmare la petizione sull'Ici anche agli immobili delle varie sette religiose, potete andare QUI

Lacrime di zecche e pulci

Avete ben presente, immagino, i cittadini anziani disperati che si sfogano delle ingiustizie subite davanti alle telecamere di una trasmissione di approfondimento. A causa delle riforme montiane - giuste o sbagliate che siano - molti italiani moriranno lavorando, e tutto ciò che rimane loro è uno sfogo con Ballarò, Servizio Pubblico et simila. Magari anche con una tirata liberatoria agli scrocconi politici, quelli che vivono di privilegi ed hanno tutto per scontato. Ma davvero pensavate che i vari disonorevoli fossero una razza privilegiata rispetto a voi? Nient'affatto, siamo tutti sulla stessa barca dei disperati! Ecco, leggiamo lo sfogo di un altro anziano cittadino che non reggerà i provvedimenti del governo:

"Con le nuove misure di Monti sui vitalizi saremo ridotti alla fame... Tra nove giorni compio sessant'anni e prendo il vitalizio. Dopo tre legislature prendo tremila euro, tremila e qualche cosa... Da 12 anni non faccio più il medico ma solo il parlamentare. Se mi togliessero il vitalizio percepirei una pensione di 1200 euro, che è una miseria! In questa battaglia mi sento erede dei padri costituenti. Io ho fatto il testimone di nozze a 21 matrimoni (per la carriera politica nda). Se uno deve tenere i rapporti con gli elettori e sentire i loro bisogni, ha delle spese che non ha il professore di liceo".

Il povero disperato sottoposto alla miseria è l'on. Mario Pepe, ex-un-po'-di-tutto, oggi dei Repubblicani e azionisti, intervistato alla Zanzara. Quando il conduttore Cruciani gli fa notare che in molti prendono quella cifra, risponde: "E vabbè, e allora saremo tutti uguali nella miseria!"
Adesso dunque, potete mettere giù i forconi e, mossi da pietà cristiana, potete porgere un abbraccio consolatorio al parlamentare abbandonato da quella Patria che ha servito dalla fine del XX secolo. Anzi, se lo vedete cercate di aiutarlo, liberandovi di qualche spicciolo: a lui potrebbe salvare la vita.

Ironia a parte, c'è da essere preoccupati. Il sistema immunitario della Casta ha subito una vistosa evoluzione nell'arco dei lustri; essa si adatta alle condizioni nuove con l'abilità di una razza di roditori o di un parassita dalla crosta coriacea, tanto discreto quanto pericoloso per l'ospite. Un tempo i parlamentari italiani difendevano i propri privilegi con il segreto (nessuno ha da sapere); quando il sistemaccio viene a galla, il parassita sa che non conviene negare, ma assecondare con le più belle parole di miele l'ospite dissanguato. E oggi? Oggi i tempi richiedono una nuova evoluzione.

Oggi che le difese del Castismo trovano un nemico più concreto delle lamentele sparse, oggi che chiudono le industrie, che la gente non ne può più e che qualcuno - magari chi ha più di quel che merita - dovrebbe evidentemente rinunciare a tanti eccessi... ebbene, oggi che un governo minaccia sobrietà, la corazza dell'insetto succhiasangue deve escogitare un sistema nuovo e disperato di difesa. Questo sistema disperato risponde al nome scientifico di manifesta presa per il culo e la stanno adottando un po' tutti (le sparate di Pisacane e di suoi simili come la Carlucci, i quali probabilmente ci credono davvero). Questa è, secondo alcuni, l'estrema arma di difesa, segno che i castisti sono allo stremo, vicini alla fine. Troppo ottimisti: si sa che un buon parassita l'adattamento ce l'ha nel sangue. Nel suo e in quello della vittima.

martedì 6 dicembre 2011

Auto blu: 620.000 diritti inviolabili (evidentemente)

"I forti sacrifici che chiediamo sono temporanei e distribuiti in modo equo. Non esiste alternativa". E fu così che Mario Monti cominciò a mentire: l'alternativa esiste eccome, ma qualcuno non vuole che si sappia tanto in giro. Intanto la manovra incontra subito il favore dei principali partiti con qualche paletto pidiellino sull'Ici (ma sempre più verba volantes). E l’Ici per i beni della Chiesa? “E’ una questione che non ci siamo posti”.

"Manovra dura ma necessaria" - con tutte le sue varianti - sarà il tormentone del Natale 2011. Ancora una volta ci tocca concordare con Tonino e finanche col Botolo Ringhioso, ma fino a un certo punto: qualunque provvedimento, anche equo, non avrebbe superato le barriere del bipartitismo da stadio. Il governo Monti è il male minore. Più che altro possiamo concordare con la società civile (sindacati, Federconsumatori e le varie parti sociali).

Su "Vergognarsi.it" Luca Quagliani riporta un riepilogo degli sprechi della politica nazionale, con particolare riferimento allo scandalo-auto blu: se le sue fonti fossero esatte (cosa che vedremo tra poco) l'Italia ne conterebbe nel complesso oltre 600 mila; tutte le spese conseguenti a questa cifra si aggirerebbero intorno ai 21 mld annui. Ecco, il calcolo è effettivamente esatto se si considerano "auto blu" tutti quei mezzi messi a disposizione dell'amministrazione pubblica di ogni sorta (ho inserito un link di Repubblica, ma vi sono articoli concordi da ogni fronte politico). Le auto blu in dotazione agli specifici parlamentari sono oltre 70 mila, ovvero quanto quelle totali degli interi Stati Uniti, per un costo totale di circa 2 mld. Il numero totale di auto blu è stato pressoché raddoppiato dal 2006.
So, we gotta problem.

Detto ciò, la manovra dello pseudogoverno tocca anche dei punti sacrosanti, al di là di rinunce rituali alla retribuzione del primo ministro (gesto comunque "carino" se non propriamente "bello"): eliminazione delle giunte e riduzione dei consigli comunali; maggiore controllo del pagamento del canone Rai; abbassamento del limite massimo per i pagamenti in contanti da 2500 Euro a 1000 Euro (anche se in questi tempi si poteva fare di più); dotazione del fondo di solidarietà applicabile agli acquisti della prima casa, incrementato di 20 milioni in due anni; rafforzamento dell’Antitrust, e ripristino dell’Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica); applicazione di una tantum dell’ 1,5% sui capitali scudati (molto poco, ma meglio di niente). Tutte belle cose.

Ma come si fa a chiedere alla gente l’aumento dell’Iva, l’aliquota Irpef al 46%, l'età pensionabile minima a 62 anni per le donne nel privato e, dal 2018 età pensionabile a 66 anni, senza intaccare il nucleo più denso dello spreco? Ai posteri l'ardua sentenza. Sempre che ce li possiamo permettere i posteri.

mercoledì 30 novembre 2011

Da "andate e moltiplicatevi" a "figliate e non studiate"

Donna antipatriottica, vai a produrre neonati!
L'Italia è un paese per vecchi e di vecchi. E' un disastro, perché buona parte della forza di una nazione è costituita proprio da una preponderanza di giovani. Insomma, una questione di una certa importanza e delicatezza, da affrontare con sobria lucidità. Dunque, preso atto di questo, Camillo Langone riversa nel giornale Libero (questa volta davvero "libero", anche troppo) la sua saggezza in perle e ci offre la soluzione al problema.

Partiamo da un distinguo, visto che cadere nel turpiloquio verrebbe molto facile: ciò che l'articolo racconta e ciò che il giornalista propone. L'una cosa è un dato di fatto, l'altra è il dato di un fatto (Langone).
E' probabilmente vero che la scolarizzazione femminile sia statisticamente correlata a una natalità più contenuta, come afferma anche una ricerca della Harvard Kennedy School of Government. Basti fare anche un semplice ragionamento su scala mondiale e vedremo che i paesi meno avanzati e dunque meno acculturati (semplicemente perché l'istruzione è un lusso, non certo per volontà delle persone) sono quelli più proliferi. Spesso procreanti fino all'emergenza opposta a quella italiana. Comunque tranquilli, l'ultralibero ci rassicura: per risolvere il problema non dobbiamo per forza diventare islamisti o buddisti (se leggete il suo articolo scoprirete che non sto scherzando).

Dunque il giornalista non basa i suoi ragionamenti discutibili su dati inesatti. Ma è abbastanza palese che la soluzione non può essere regredire al Medio Evo. Abbiamo trascurato un aspetto che contribuiva a rendere la pagliacciata ancora più pagliaccesca: il motivo per cui bisognerebbe figliare a tutti i costi, per Langone è il rischio che ci siano sempre più immigrati e sempre meno italiani. Di immigrati il giornalista si ritrova spesso "completamente circondato" e gli "sembra di vivere un incubo". Esperienze che traumatizzano a vita fino a danneggiare il cervello. E' anche colpa della Lega che ha parlato tanto e fatto poco (insomma, li vogliamo usare questi fucili padani o no?).

Sull'argomento non ci dilunghiamo oltre. La pittoresca uscita è solo il risultato di una "carenza d'attenzioni giornalistica". Si parlerà del caso-Langone a lungo, come già stiamo facendo, e probabilmente è questo il fine che ha portato alla stesura dell'articolo. Ma c'è sempre il rischio che non sia solo questo. E rischi apparte, c'è la certezza che qualcuno lo prenderebbe veramente sul serio.

Ministri visitors

Non dite che non l'avete notato anche voi. I nuovi ministri sono inquietanti. Intervistati dai giornalisti Rai, tacciono per alcuni secondi prima di elaborare una risposta che è però tutt'altro che articolata.
Giornalista: "Cosa farà adesso?" Ministro: "(5 secondi)... Vado a pranzo" Giornalista: "Quali riforme intende prendere?" Ministro: "(fissa il vuoto per un po', irrigidendo le membra)... Vediamo... ne parleremo".
Cybernetico Monti: "Oggi è una bella giornata". "E' domenica, vado a messa".

C'è qualcosa di strano in tutto ciò: una volta a una domanda innoqua, in tipico stile pecorino italiano - "farete le riforme?", "farete la patrimoniale?", "qual'è la vostra posizione circa la durata di cottura ottimale per la pasta?" - il ministro di turno si dilettava in uno sproloquio pluriarticolato fino a dubitare della forma geoidale della Terra. Il nuovo pseudogoverno invece tace, non parla o parla di meteorologia. I ministri sembrano a disagio nei loro panni politici. Dopo la nomina dei ministri, a Montecitorio parla Bersani e Monti lo guarda con un'espressione orrorifica che pare un misto di paura e morbosa curiosità. Come se avesse visto una rana bicefala.

Ecco, alcuni sono giunti ad una conclusione. Monti & co. sono in realtà alieni sotto spoglie umane. Un manipolo di rettiliani si sarebbero infiltrati nella politica grazie a un complotto interplanetario con un fine: studiare il popolo italiano dal punto di vista sociologico e anche zoologico, per poi sottometterlo, accortisi che la cosa è tutt'altro che difficile.

L'ipotesi aliena resta quella più probabile, ma si può giungere anche a conclusioni diverse. Monti & co. furono redarguiti sull'interdizione alla candidatura in futuro, come sappiamo. Poi, ogni santo giorno, sentiamo i vari politici dalla carriera centenaria lodare il fatto che lo pseudogoverno non fa dichiarazioni politiche. What's the meaning of? A simili arcani si può dare una spiegazione che è solo ipotetica: con tutte le ombre che questo governo ha, esso è comunque un'immagine di credibilità. Così come gli italiani si sono stufati delle scemenze alla Grande Fratello, essi potrebbero stufarsi di partiti-azienda di plastica e sinistroidi democristianoidi da strapazzo. Non è ammessa sobrietà né coerenza. Non devono intromettersi personaggi esterni, da qualunque galassia provengano.

domenica 27 novembre 2011

Qualcuno era europeo

New York Times: molti istituti di credito esaminano la possibilità di una disintegrazione dell'area euro; nel Regno Unito, Royal Bank of Scotland mette a punto piani di emergenza nel caso in cui l'impensabile diventi realta'. Negli Stati Uniti le autorita' di regolamentazione spingono le banche, fra le quali Citigroup, a ridurre la loro esposizione verso l'area euro. In poche parole, gli angloamericani ci abbandonano, temono la nostra implosione o tutt'al più ci snobberanno, togliendoci la fiducia e i loro investimenti. 

Poco di interessante. E' del tutto prevedibile che in tempo di crisi globale, chi ha scelto di "starne fuori" come il Regno Unito diffonda l'idea che l'Euro stia collassando nella rovina generale. Il Foreign Office esorta le ambasciate inglesi dell’eurozona a preparare "piani d’aiuto in caso di collasso dell’euro e possibili, conseguenti sommosse popolari". L’Economist: "l’euro si distruggerà a giorni. L’evento scatenante può essere il fallimento di una grande banca, la caduta di un governo, un altro flop in un’asta di titoli".
Ma le visioni di rovina imminente non sono solo una questione inglese o americana.

"L’Europa sta diventando una grande Grecia" sarebbe il concetto espresso nell'incontro di ieri dei ministri delle finanze di Germania, Olanda e Finlandia. Già abbassato il rating di Belgio, Portogallo e Ungheria, ora si prevede il declassamento della Francia. Oggi anche i giornali tedeschi insinuano il dubbio: il governo federale avrebbe chiesto una “simulazione” di fallimento della valuta europea.

La cancelliera Angela Merkel, chiavabilissima per carità, dovrebbe avere chiaro il concetto: cadiamo noi cadi anche tu. Cara Germania, hai voluto il timone? Inutile cercare di non affondare con la nave. Il finale più probabile è che ad implodere non sarà solo l'Euro, ma il sistema di avidità umano, che ha portato alle banche uno strapotere dannosissimo per tutti. Uno strapotere antecedente l'Euro di qualche secolo.

sabato 26 novembre 2011

Il concetto di Destra: ci avete mai pensato?

Sul nuovo pseudogoverno se ne possono dire tante, ed è stato fatto (anche qui). Si può parlare di Passera - ma sta volta B. non c'entra - e del suo conflitto d'interessi che comunque non è dei peggiori; si può parlare di Di Paola e del suo alto ruolo all'interno della NATO; si può parlare della dott.ssa Severino come di una considerevole avvocatessa alla giustizia... nonché dello stesso prof. Monti e dei suoi trascorsi nella GS.
Ma fortunatamente la situazione lascia spazio ad un "eppure"!

Eppure nessun ministro è indagato per mafia o per sfruttamento di prostituzione minorile. Neanche un membro del governo è al centro di scandali e inchieste: da quand'è che non si sente parlare di magistratura politicizzata? O di intercettazioni illiberali? O anche solo di un sobrio "forza gnocca"? Tutto questo trascorso, l'Italia lo ha prima subito, poi metabolizzato nell'arco di 17 anni. La politica si era in fine abbassata al livello delle subculture giovanili, tanto che il pdC era una proiezione in grande di un tamarro diciassettenne o di un concorrente del Grande Fratello. Comunque sia stato, passato il passato, oggi è il presente.
Come percepiscono questo esecutivo gli italiani? Principalmente bene, di acqua alla gola non se ne poteva più. Per quanto riguarda l'idea che ciascuno di noi si è fatto di Super Mario e della sua squadra, c'è veramente da stupirsi: nessuno, ma proprio nessuno ha capito che si tratta del primo governo di destra dell'ultimo ventennio. Per avere l'illuminazione ho dovuto leggere l'articolo di apertura dell'Internazionale a firma Giovanni De Mauro. Ammiragli, banchieri, prefetti, ambasciatori, cattolici e altoborghesi... questa, che piaccia o no, è la Destra, riconosciuta tale in tutto il mondo.

La destra di oggi, almeno nell'Italia umiliata da Bellicapelli (e dalla banda Bersani), è diventata sinonimo non più di liberalismo ma di libertinaggio; non più di meritocrazia, ma di criminocrazia; non più di Patria, ma di secessione. Si salvano solo i bigottismi più beceri delle frange estremiste dei cattolici lobbysti... 

Cari Italiani, destiamoci e, se proprio non riusciamo a non essere un popolo di servi (cit. B.Mussolini), impariamo almeno a dare un nome alle cose!

lunedì 21 novembre 2011

Parla con La7

Parla con me andava in onda dal 2004. Nell'estate scorsa il cda di destra ha battuto quello di sinistra e il presidente Garimberti (5 a 4) per la cancellazione del programma nella stagione 2011-2012. E fu così che uno dei programmi più seguiti in seconda serata fu cancellato per i capricci dell'allora premier/bambino viziato e per la lottizzazione sfacciata e intollerabile della tv che fu pubblica.

In ordine al principio secondo cui l'informazione deve dare ragione alle maggioranze (per una solida e sana opera di caprinizzazione), la Rai ha perso programmi d'informazione, satira e cultura che erano anche fruttiferi in fatto di share. D'altra parte quando si vede sostituire Santoro con Ferrara, qualche dubbio su meritocrazia, pluralismo e persino sulle universali regole di mercato viene un po' a tutti gli organismi pensanti. Dubbio che ora viene persino ad alcuni dirigenti Rai che pensano di sbarazzarsi di Minzolingua, ormai inutile (perché, lo è mai stato?).

Ecco come funziona, prima un'azienda si autolesiona offrendo il suo servizio in sacrificio al dio-partito, poi alla morte del padrone si piange sul latte versato. Serena Dandini, insieme alla squadra che la supportava nell'ultima stagione pressoché invariata, tornerà nei palinsesti... quelli di La7 ovviamente. Nulla di strano in ciò, quando un'azienda diventa il contrario della competitività, le altre devono approfittarne, e la rete di Telecom Italia Media, quando può, ne apporfitta.

Ordunque, da gennaio nel prime time del sabato (dalle 21:30 a 0:00 il sabato e alle 19:30 ad anticipare il tg sabato e domenica). E’ ufficiale. La partitocrazia ha inferto nuovamente un duro colpo all'azienda pubblica che ne è infettata (forse non per molto), regalando alle reti private un'altra opportunità gratuita.
Alcuni dirigenti, come l'amministratore Rizzo Nervo, guardano la stupidità delle scelte Rai e si indignano: "In pochi mesi sono stati regalati alla tv concorrente Roberto Saviano, Corrado Formigli, Paolo Ruffini, quattro puntate evento di Fazio-Saviano e adesso Serena Dandini". 

Disse una volta il Berlu che non valeva la pena pagare il canone Rai. Dalle parole ai fatti: fra un po' la gente premerà per pagarlo a La7 il canone.

domenica 20 novembre 2011

Guerra e miliardi: il "giusto onere"

Il Ministro della Difesa, Ammiraglio G. Di Paola
Missione in Kosovo: dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2001 > equivalente di oltre 700 mln di euro; dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2006 > quasi 2 mld di euro
Missione in Iraq: dal 1 giugno 2003 al 30 giugno 2006 > oltre 1.534.604.000 di euro più i nostri militari deceduti.

Oggi l'ammiraglio Di Paola inaugura il suo incarico da ministro. Ma lo fa inequivocabilmente da presidente del comitato militare della NATO: "farò la mia parte per assicurare che l'Italia continui a farsi carico del suo giusto onere all'interno dell'Alleanza". Queste parole si possono tradurre in vari modi secondo la sensibilità; uno potrebbe essere "nessuno tocchi le missioni ordinate dall'Organizzazione".

Volete sapere quanto ci costano le missioni militari? No che non volete saperlo, vi eravate ripromessi di non bestemmiare. Comunque non vi è nulla di più facile: potete aprire questo link e salvare il file zip in esso contenuto (niente paura è emanato da un Ministero). Se non vi fidate potete accedere al sito del Ministero della Difesa (che è anche molto ben fatto), aprire la sezione "Organigramma" per poi cercare nell'elenco a sinistra "Le operazioni militari". La prima voce sotto la mappa contiene un file zip di 150 pagine. In esso vi sono segnate tutte le spese per le varie missioni all around the world. Potrebbe stupirvi che le operazioni in corso sono molto più numerose delle solite note. E molto più costose dell'umano immaginabile.

Nulla di nuovo sotto il sole. Non è la prima volta che l'Occidente intero vive una forte angoscia e pressione economica senza che questo tipo di spese abominevoli cessi minimamente. Accadeva nel non lontano 2006 come accadeva in tutta la storia contemporanea. Homo homini lupus. E in quanto lupus non perde il vizio.