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mercoledì 12 settembre 2012

Dio non è grande

Il fatto: durante l'undicesimo anniversario dell'attentato alle Torri Gemelle, in Egitto i musulmani salafiti si dirigono in preda all'ira verso l'ambasciata americana del Cairo per protestare contro uno sconosciuto film anti-islamico girato da un ebreo americano.
Lo stesso giorno a Bengasi ha luogo il saccheggio della sede diplomatica americana, con quattro persone morte a causa degli incendi appiccati. L'ipotesi più probabile per questo secondo assalto è che sia stato organizzato da Ansar Al-Sharia, gruppo terroristico che si fa risalire ad Al-Qaeda.

Di tutto questo cosa colpisce? L'occidentale medio si soffermerà sulla brutalità dell'evento, che ha visto la morte di quattro persone innocenti, causato da fanatici musulmani adirati per la blasfemia americana (tanto si sa ormai che il trend è quello). Il tutto durante l'11 settembre. 
Evitiamo cospirazionismi sul semitismo, non vi sono le condizioni adatte. Chiediamoci per quale motivo sono morti un ambasciatore e tre funzionari: a causa dell'arretratezza culturale di una nazione, o al limite per lo sfruttamento di tale arretratezza da parte di qualcuno.

Da una parte si rivela dunque sciocco il grande giubilo collettivo alla morte del colonnello Gheddafi: chiunque lo succederà avrà a che fare con una società di questo tipo. Dall'altra dovremmo evitare di strillare in stile Santanché perché di queste cose in Europa non ne accadono. Soprattutto tirando in ballo la questione religiosa non avendo le competenze per farlo. Come se fosse la differenza tra Islam e Cristianesimo il problema di fondo. La differenza tra una religione che vuole l'omicidio in nome di Dio e un'altra religione che vuole l'omicidio in nome di Dio.

Se vogliamo essere orgogliosi di qualcosa dovremmo esserlo per aver superato il sistema statale teocratico, avvicinandoci anno dopo anno, secolo dopo secolo alla Democrazia piena e compiuta, sorvolando per un attimo sui grossi problemi "dietrologici" della stessa. Meno orgogliosi dovremmo essere del fatto che abbiamo impedito a quelle popolazioni di rigettare la barbarie, costringendo il 70% buono del mondo allo stato di colonia e, come tale, arretrato.

Le meschinità della psiche umana si riperquotono sull'intero Occidente: tendenze ad assolutizzare le proprie concezioni, concepire meriti per sé e colpe per il prossimo, trovare risposte facili a domande complesse, sempre. E chi ha le risposte serie se la ride, guarda il mondo bruciare con in mano tanica e fiammiferi.

lunedì 10 settembre 2012

L'usura nei secoli

Qualunque sistema di prestito con tasso d'interesse anche solo dello 0,0001% sia dichiarato ufficialmente usura. Ecco cosa sarebbe giusto, il boicottaggio tout court del sistema bancario.
La verità emerge ogni giorno di più, questa tempesta cancella ogni minuto gli strati di cera che coprono la vera faccia della società.
Quello che posso consigliare fortemente al lettore è di concedersi la visione del seguente cartone animato. Molto di ciò si sa già, eppure fa sempre bene ridestare la consapevolezza una volta tanto:
BUONA VISIONE!

venerdì 31 agosto 2012

Demoparadosso dei conservatori

Mitt Romney, candidato alla Casa Bianca
Siamo in vista delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti d'America, che possiamo definire le elezioni alla presidenza dell'Occidente con diritto di voto a suffragio universale americano. Il candidato del Republican Party è Mitt Romney, già noto al mondo per la sua vita particolare, per le sue tendenze morali e per essere un concorrente piuttosto apprezzato dal popolo a stelle e strisce. Ecco, appunto.

Siamo nel periodo in cui siamo, dunque dei potenti non dovrebbe interessarci tanto cosa pensano di bioetica, diritti delle minoranze e altre cose rimandabili in un contesto da Terzo Mondo preannunciato. Tuttavia il popolo americano non è, generalmente parlando, capace di ragionamenti politici così raffinati. Tendenzialmente vince le elezioni il candidato con la faccia pulita, una bella famiglia e manifesta devozione cristiana. Ciò e solo ciò spiegherebbe un mandato e mezzo di G.W. Bush... Ecco, appunto.

Vi è una particolarità tremenda e spaventosa nei partiti bigottisti: essi non cercano voti offrendo diritti o promettendo sviluppo; invece raccolgono consenso promettendo la fine dei diritti di alcune minoranze. Essi non dicono "votatemi e avrete" ma "votatemi ed essi non avranno"! Matrimonio e coppie di fatto, fecondazione assistita, aborto, eutanasia... in questi pochi esempi i conservatori dicono: "No al diritto ai gay di essere famiglia giuridicamente! No al diritto di una donna che non può avere figli legittimi di avere figli legittimi! Ma anche no al diritto di una donna di interrompere una gravidanza non voluta! E no e poi no al diritto di scegliere quale sia il prezzo della propria dignità".

La campagna elettorale leghista, per fare un esempio, è affine ma trasposta sul tema immigrazione. Eppure essa è a suo modo meno assurda di quella sopra descritta, poiché almeno spaccia l'immigrazione per un problema delle maggioranze. Non è invece chiaro nemmeno a chi ci crede quale maggioranza sarebbe danneggiata dall'autonomia di sceltà per se stessi di un morente... forse la maggioranza di un popolo allevato per credere anziché  pensare?
Ecco, appunto.

mercoledì 7 dicembre 2011

"La Chiesa non paga l'Ici"? Sei uno sporco comunista!

Sia detto, per onestà intellettuale, che chi scrive è "pregiudizialmente" avverso alla Chiesa Cattolica, al Vaticano, alle tre "grandi religioni" e più in generale a tutto ciò che è religioso. Detto ciò, il lettore è invitato a valutare i fatti e non chi li racconta, poiché i fatti quelli sono (fine della premessa più necessaria di quel che può sembrare).

Ovviamente, se sale il disagio sale l'indignazione, e se sale l'indignazione anche il sentimento anti-privilegi. Più propriamente la gente - non solo atei anticlericali - si inalbera alquanto se apprende da inchieste (di per sé numerosissime) che la Chiesa non paga quello che paghiamo noialtri per gli immobili comuni, quali alberghi e negozi. Ecco, questo sentimento di indignazione viene considerato dalla stampa papista una sorta di rigurgito di "sprovveduti adepti" manipolati da Rifondazione comunista e dalla stampa di sinistra e laica (aggettivo qui usato come dispregiativo).

Famiglia Cristiana "dimostra" che la polemica è infondata, in questo preciso modo: "l’esenzione dell’Ici è riservata solo per gli immobili nei quali gli enti commerciali svolgono alcune specifiche attività, come recita la legge 222/1985. Enti “destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative o sportive, nonché delle attività di religione o di culto”. Ecco, dopo aver scoperto l'acqua calda i nostri ne concludono che siccome la legge dice ciò, è conseguenza logica che il Vaticano sia in regola con la suddetta legge.
Come dire che siccome c'è il comandamento "non uccidere" gli assassini sono tutti atei. Comunque vi è un decreto legislativo del '92 che in un articolo dichiara esenti dall’ICI le pertinenze dei luoghi di culto, dove la parola "pertinenze" assume molte sfumature incerte.

Ancora: "la pretestuosa campagna laicista sta aggredendo quel poco di protezione sociale rimasta in piedi in Italia: ospedali, scuole per l’infanzia, oratori, doposcuola per i bambini indigenti, asili, mense dei poveri, centri di accoglienza, dispensari della Caritas, case famiglia, consultori, istituti per giovani madri". Infatti se si tassassero i suddetti immobili, probabilmente il Vaticano dovrebbe cessare le sue attività di beneficenza all'istante. Non potrebbe permettersele, vedremmo cardinali ridotti alla miseria, un po' come il povero onorevole se lo pseudogoverno gli taglia il vitalizio.

Infine "il presidente di Assoedilizia Colombo Clerici ha spiegato che la spiritualità religiosa è considerata una componente fondamentale della natura umana al pari della salute, della cultura, del benessere e deve essere assicurata e garantita al cittadino dallo Stato".

Macché libera Chiesa in libero Stato dunque. Come disse ironicamente CapaRezza in una canzone: "l'unica libertas è quella che sta sullo Scudo Crociato".

Per firmare la petizione sull'Ici anche agli immobili delle varie sette religiose, potete andare QUI

Lacrime di zecche e pulci

Avete ben presente, immagino, i cittadini anziani disperati che si sfogano delle ingiustizie subite davanti alle telecamere di una trasmissione di approfondimento. A causa delle riforme montiane - giuste o sbagliate che siano - molti italiani moriranno lavorando, e tutto ciò che rimane loro è uno sfogo con Ballarò, Servizio Pubblico et simila. Magari anche con una tirata liberatoria agli scrocconi politici, quelli che vivono di privilegi ed hanno tutto per scontato. Ma davvero pensavate che i vari disonorevoli fossero una razza privilegiata rispetto a voi? Nient'affatto, siamo tutti sulla stessa barca dei disperati! Ecco, leggiamo lo sfogo di un altro anziano cittadino che non reggerà i provvedimenti del governo:

"Con le nuove misure di Monti sui vitalizi saremo ridotti alla fame... Tra nove giorni compio sessant'anni e prendo il vitalizio. Dopo tre legislature prendo tremila euro, tremila e qualche cosa... Da 12 anni non faccio più il medico ma solo il parlamentare. Se mi togliessero il vitalizio percepirei una pensione di 1200 euro, che è una miseria! In questa battaglia mi sento erede dei padri costituenti. Io ho fatto il testimone di nozze a 21 matrimoni (per la carriera politica nda). Se uno deve tenere i rapporti con gli elettori e sentire i loro bisogni, ha delle spese che non ha il professore di liceo".

Il povero disperato sottoposto alla miseria è l'on. Mario Pepe, ex-un-po'-di-tutto, oggi dei Repubblicani e azionisti, intervistato alla Zanzara. Quando il conduttore Cruciani gli fa notare che in molti prendono quella cifra, risponde: "E vabbè, e allora saremo tutti uguali nella miseria!"
Adesso dunque, potete mettere giù i forconi e, mossi da pietà cristiana, potete porgere un abbraccio consolatorio al parlamentare abbandonato da quella Patria che ha servito dalla fine del XX secolo. Anzi, se lo vedete cercate di aiutarlo, liberandovi di qualche spicciolo: a lui potrebbe salvare la vita.

Ironia a parte, c'è da essere preoccupati. Il sistema immunitario della Casta ha subito una vistosa evoluzione nell'arco dei lustri; essa si adatta alle condizioni nuove con l'abilità di una razza di roditori o di un parassita dalla crosta coriacea, tanto discreto quanto pericoloso per l'ospite. Un tempo i parlamentari italiani difendevano i propri privilegi con il segreto (nessuno ha da sapere); quando il sistemaccio viene a galla, il parassita sa che non conviene negare, ma assecondare con le più belle parole di miele l'ospite dissanguato. E oggi? Oggi i tempi richiedono una nuova evoluzione.

Oggi che le difese del Castismo trovano un nemico più concreto delle lamentele sparse, oggi che chiudono le industrie, che la gente non ne può più e che qualcuno - magari chi ha più di quel che merita - dovrebbe evidentemente rinunciare a tanti eccessi... ebbene, oggi che un governo minaccia sobrietà, la corazza dell'insetto succhiasangue deve escogitare un sistema nuovo e disperato di difesa. Questo sistema disperato risponde al nome scientifico di manifesta presa per il culo e la stanno adottando un po' tutti (le sparate di Pisacane e di suoi simili come la Carlucci, i quali probabilmente ci credono davvero). Questa è, secondo alcuni, l'estrema arma di difesa, segno che i castisti sono allo stremo, vicini alla fine. Troppo ottimisti: si sa che un buon parassita l'adattamento ce l'ha nel sangue. Nel suo e in quello della vittima.

mercoledì 30 novembre 2011

Da "andate e moltiplicatevi" a "figliate e non studiate"

Donna antipatriottica, vai a produrre neonati!
L'Italia è un paese per vecchi e di vecchi. E' un disastro, perché buona parte della forza di una nazione è costituita proprio da una preponderanza di giovani. Insomma, una questione di una certa importanza e delicatezza, da affrontare con sobria lucidità. Dunque, preso atto di questo, Camillo Langone riversa nel giornale Libero (questa volta davvero "libero", anche troppo) la sua saggezza in perle e ci offre la soluzione al problema.

Partiamo da un distinguo, visto che cadere nel turpiloquio verrebbe molto facile: ciò che l'articolo racconta e ciò che il giornalista propone. L'una cosa è un dato di fatto, l'altra è il dato di un fatto (Langone).
E' probabilmente vero che la scolarizzazione femminile sia statisticamente correlata a una natalità più contenuta, come afferma anche una ricerca della Harvard Kennedy School of Government. Basti fare anche un semplice ragionamento su scala mondiale e vedremo che i paesi meno avanzati e dunque meno acculturati (semplicemente perché l'istruzione è un lusso, non certo per volontà delle persone) sono quelli più proliferi. Spesso procreanti fino all'emergenza opposta a quella italiana. Comunque tranquilli, l'ultralibero ci rassicura: per risolvere il problema non dobbiamo per forza diventare islamisti o buddisti (se leggete il suo articolo scoprirete che non sto scherzando).

Dunque il giornalista non basa i suoi ragionamenti discutibili su dati inesatti. Ma è abbastanza palese che la soluzione non può essere regredire al Medio Evo. Abbiamo trascurato un aspetto che contribuiva a rendere la pagliacciata ancora più pagliaccesca: il motivo per cui bisognerebbe figliare a tutti i costi, per Langone è il rischio che ci siano sempre più immigrati e sempre meno italiani. Di immigrati il giornalista si ritrova spesso "completamente circondato" e gli "sembra di vivere un incubo". Esperienze che traumatizzano a vita fino a danneggiare il cervello. E' anche colpa della Lega che ha parlato tanto e fatto poco (insomma, li vogliamo usare questi fucili padani o no?).

Sull'argomento non ci dilunghiamo oltre. La pittoresca uscita è solo il risultato di una "carenza d'attenzioni giornalistica". Si parlerà del caso-Langone a lungo, come già stiamo facendo, e probabilmente è questo il fine che ha portato alla stesura dell'articolo. Ma c'è sempre il rischio che non sia solo questo. E rischi apparte, c'è la certezza che qualcuno lo prenderebbe veramente sul serio.

Ministri visitors

Non dite che non l'avete notato anche voi. I nuovi ministri sono inquietanti. Intervistati dai giornalisti Rai, tacciono per alcuni secondi prima di elaborare una risposta che è però tutt'altro che articolata.
Giornalista: "Cosa farà adesso?" Ministro: "(5 secondi)... Vado a pranzo" Giornalista: "Quali riforme intende prendere?" Ministro: "(fissa il vuoto per un po', irrigidendo le membra)... Vediamo... ne parleremo".
Cybernetico Monti: "Oggi è una bella giornata". "E' domenica, vado a messa".

C'è qualcosa di strano in tutto ciò: una volta a una domanda innoqua, in tipico stile pecorino italiano - "farete le riforme?", "farete la patrimoniale?", "qual'è la vostra posizione circa la durata di cottura ottimale per la pasta?" - il ministro di turno si dilettava in uno sproloquio pluriarticolato fino a dubitare della forma geoidale della Terra. Il nuovo pseudogoverno invece tace, non parla o parla di meteorologia. I ministri sembrano a disagio nei loro panni politici. Dopo la nomina dei ministri, a Montecitorio parla Bersani e Monti lo guarda con un'espressione orrorifica che pare un misto di paura e morbosa curiosità. Come se avesse visto una rana bicefala.

Ecco, alcuni sono giunti ad una conclusione. Monti & co. sono in realtà alieni sotto spoglie umane. Un manipolo di rettiliani si sarebbero infiltrati nella politica grazie a un complotto interplanetario con un fine: studiare il popolo italiano dal punto di vista sociologico e anche zoologico, per poi sottometterlo, accortisi che la cosa è tutt'altro che difficile.

L'ipotesi aliena resta quella più probabile, ma si può giungere anche a conclusioni diverse. Monti & co. furono redarguiti sull'interdizione alla candidatura in futuro, come sappiamo. Poi, ogni santo giorno, sentiamo i vari politici dalla carriera centenaria lodare il fatto che lo pseudogoverno non fa dichiarazioni politiche. What's the meaning of? A simili arcani si può dare una spiegazione che è solo ipotetica: con tutte le ombre che questo governo ha, esso è comunque un'immagine di credibilità. Così come gli italiani si sono stufati delle scemenze alla Grande Fratello, essi potrebbero stufarsi di partiti-azienda di plastica e sinistroidi democristianoidi da strapazzo. Non è ammessa sobrietà né coerenza. Non devono intromettersi personaggi esterni, da qualunque galassia provengano.

sabato 26 novembre 2011

Il concetto di Destra: ci avete mai pensato?

Sul nuovo pseudogoverno se ne possono dire tante, ed è stato fatto (anche qui). Si può parlare di Passera - ma sta volta B. non c'entra - e del suo conflitto d'interessi che comunque non è dei peggiori; si può parlare di Di Paola e del suo alto ruolo all'interno della NATO; si può parlare della dott.ssa Severino come di una considerevole avvocatessa alla giustizia... nonché dello stesso prof. Monti e dei suoi trascorsi nella GS.
Ma fortunatamente la situazione lascia spazio ad un "eppure"!

Eppure nessun ministro è indagato per mafia o per sfruttamento di prostituzione minorile. Neanche un membro del governo è al centro di scandali e inchieste: da quand'è che non si sente parlare di magistratura politicizzata? O di intercettazioni illiberali? O anche solo di un sobrio "forza gnocca"? Tutto questo trascorso, l'Italia lo ha prima subito, poi metabolizzato nell'arco di 17 anni. La politica si era in fine abbassata al livello delle subculture giovanili, tanto che il pdC era una proiezione in grande di un tamarro diciassettenne o di un concorrente del Grande Fratello. Comunque sia stato, passato il passato, oggi è il presente.
Come percepiscono questo esecutivo gli italiani? Principalmente bene, di acqua alla gola non se ne poteva più. Per quanto riguarda l'idea che ciascuno di noi si è fatto di Super Mario e della sua squadra, c'è veramente da stupirsi: nessuno, ma proprio nessuno ha capito che si tratta del primo governo di destra dell'ultimo ventennio. Per avere l'illuminazione ho dovuto leggere l'articolo di apertura dell'Internazionale a firma Giovanni De Mauro. Ammiragli, banchieri, prefetti, ambasciatori, cattolici e altoborghesi... questa, che piaccia o no, è la Destra, riconosciuta tale in tutto il mondo.

La destra di oggi, almeno nell'Italia umiliata da Bellicapelli (e dalla banda Bersani), è diventata sinonimo non più di liberalismo ma di libertinaggio; non più di meritocrazia, ma di criminocrazia; non più di Patria, ma di secessione. Si salvano solo i bigottismi più beceri delle frange estremiste dei cattolici lobbysti... 

Cari Italiani, destiamoci e, se proprio non riusciamo a non essere un popolo di servi (cit. B.Mussolini), impariamo almeno a dare un nome alle cose!

sabato 19 novembre 2011

La crociata delle capre


Per quanto si possa amare questo Paese, per quanto ci si sforzi di avere fiducia nella grandezza del suo Popolo, tanto bisognerà fare i conti con il completo rincoglionimento delle masse di tuttologi nullasapienti.

Tutti convinti che tolto Berluscomiche andrà per forza meglio. Chi si azzarda a dire che il nuovo ministro dello Sviluppo Economico ha un leggero conflitto d'interessi, che il neo-guardasigilli sarà anche donna ma è l'ennesimo avvocato alla Giustizia (che di lorsignori ne ha difesi tanti), che il ministro della Difesa è un pezzo grosso della Nato, che le riforme potenzialmente giuste devono comunque passare ai voti di centinaia di picciotti... allora è un criticone cui non va bene niente, che non propone mai e che soprattutto rimpiange il Berluscomiche di cui sopra. Quale immonda feritoia genitale ha partorito cotanta idiozia?

Ipotesi 1: orfani di Berlusconi, coloro che non capivano una proverbiale cippa di politica e di diritto non sono in grado di comprendere che ne possono esistere di peggiori (seppur meno ridicoli).
Ipotesi 2: se per capire chi è B. ci vuole un livello di senso critico anche minimale, comprendere interessi economici e di potere meno manifesti ma più grandi equivale per una mente ingenua e scarsa di titoli di studio a realizzare che l'Antico Testamento non è un testo storico.
Ipotesi 3: dopo aver sostenuto per anni che B. è il male assoluto, per essere coerenti con la propria idiozia bisogna negare che i suoi successori possano essere della stessa razza o peggiori.
E' più probabile che così come remare contro Berlusconi faceva più figo che osannarlo, allo stesso modo oggi le masse abbiano trovato asilo nella sempre fresca moda del ma che ce frega ma che ce 'mporta.


ps: detto questo, gli eventuali uomini-capra che hanno letto staranno già pensando "chi ha scritto queste cazzate dunque rimpiange Berlusconi!" Se è così non perderò tempo a confrontarmi con la brutale ignoranza del popolino. Otterrei più risultati ad arringare un manipolo di cellule procariote.

venerdì 18 novembre 2011

Grazie Silvio, almeno tu ci facevi indignare

Era prevedibile e da molti previsto: fine di Berlusconi = fine dell'interesse politico.
Ieri la terza puntata di Servizio Pubblico ha subito un calo notevole di ascolti. La trasmissione comunque è ancora competitiva se si considera la sua assenza dalla tv pubblica, ma Santoro non era partito da uno share inferiore al 10%. Il perché è semplice: Silvio Berlusconi, oltre che corrotto, incapace e moralmente discutibile, era ed è un personaggio interessante.

Parliamoci chiaro: in quale angolo del pianeta è possibile trovare un magnate millemilamilionario presidente del Consiglio di una potenza mondiale, padrone di tre televisioni competitivissime, una serie di testate giornalistiche intente a leccargli anche comicamente il deretano, che a 73 anni gestisce ed usufruisce di un harem privato con minorenni incluse nel prezzo che lui paga per non prostituirsi e per essere imparentate con dittatori africani?

Non solo: Berlusconi era palesemente inadatto a governare: tutti sapevano chi era e cosa faceva il proprio PdC; anche i bambini conoscevano i suoi pittoreschi ministri; le sue vergogne erano alla portata di tutti. In parole povere, Silvio ha avvicinato alla politica (o a una versione porno della stessa) tutti coloro che normalmente se ne sarebbero fregati, creando seguiti e opposizioni di dimensioni nazionali. La stessa situazione non sarebbe possibile con un uomo serio e quadrato come Mariocop Monti. Conseguenze?

Gli italiani sono stati abituati al peggio negli ultimi 17 anni: per noi è diventato normale che un indagato diventi ministro per essere salvato dalle manette; anche lo sfruttamento di minore è stato oggetto di giustificazione da parte di certi noti volti televisivi.

La gente non si indigna se un Corrado Passera diventa ministro dello Sviluppo Economico dopo essere stato amministratore delegato di Intesa Sanpaolo e protagonista di numerosi casi di conflitto d'Interessi. Non dopo essere stata abituata ai conflitti d'interessi berlusconiani, discreti quanto lo strabismo di Gasparri.

Ah caro Silvio, compianto dai folli, denigrato dagli ingrati, noi tutti dobbiamo a te e al tuo cattivo gusto il nostro senso estetico e della morale.

giovedì 17 novembre 2011

Il Governo dei Balocchi

(Mentre leggete immaginatevi una colonna sonora da favola alla Walt Disney) - 16 autorità senza macchia e senza paura scendono in politica divenendo ministri per il nostro bene. Ben tre - e dico tre - donne. E sarà la crescita e sarà l'equità. Ecco il favoloso programma: ridurre il costo del lavoro con aumento delle tasse su consumi e patrimoni; tagliare i costi della politica e abolite le Province; combattere "evasione e illegalità". - (Ora serve una musichetta inquietante e una risata malvagia in sottofondo) - Ma c'è qualcuno che trama nell'ombra... nel Governo Ombra.

Forse siamo stati precipitosi. Forse non era un governo sano la cura alla malattia italiana. E' più probabile che venga infettato a sua volta, come si sta già prospettando. Le promesse del magnifico pseudogoverno sono inconciliabili con la mentalità partitocratica che è sempre e comunque arci-radicata. A riprova di ciò le ultime minacce del Nano Malefico: "Sull'esecutivo deciderà il PdL". Egli ha già fatto presente che ricorrerà alla piazza dei pochi fanatici che ancora lo sostengono e che il Popolo della Libertà (provvisoria M. Travaglio) fisserà alcune priorità quali le intercettazioni e altre riforme di libertà che in questa Italia giustizialcomunista non ci sarebbero ancora (ma il fatto che te e i tuoi compari siete a piede libero non è la prova del contrario?).

Il motivo per cui i responsabili (quelli veri, badate) speravano in un governo tecnico era che nessun governo eletto avrebbe approvato leggi di austerità in tutte le direzioni. Eppure Super Mario promette appunto tassazioni sul patrimonio e sul consumo, provvedimenti anti-casta, abolizione delle Province, lotta all'evasione... Chi credete voterà una sola leggina che tratti questo argomento? Fioccheranno invece le astensioni e i voti contro di PdL e Lega Nord (a tal proposito, Calderoli ha già denunciato la macelleria sociale dello pseudogoverno. Ma se ancora deve ottenere la fiducia! lol).

Questo governo non ha una maggioranza meno instabile di quella del precedente. Contro la "macelleria sociale" si ergeranno i Robin Hood di no'antri, Lega e IdV. Contro una patrimoniale anche ragionevole alzeranno le barricate i berluschini. Chi è che ha detto "è già campagna elettorale"? Per quanto riguarda l'abolizione delle Province, forse gli azzurri ci staranno, dopo lo scisma con Bossi... ma non ci contate. Per quanto riguarda illegalità e privilegi - la stessa cosa, checcè se ne dica - non c'è distinzione che tenga: Napolitano potrà apprezzare di nuovo la condivisione di intenti.

domenica 13 novembre 2011

Ricattocrazia: ecco le fondamenta della Terza Repubblica

Una capacità notevole Di Pietro ce l'ha: quella di fiutare i crimini a distanza (motivo per cui era più credibile da magistrato che da politico). Certo, per chi conosce il modus operandi berlusconiano non era difficile prevedere la vergogna che sta accadendo in questo istante.

Oggi, 13 novembre 2011, Giorgio Napolitano ha aperto le consultazioni per dare forma al nuovo governo provvisorio (o almeno ci auguriamo che sia tale) e subito si avvera la vergogna prevedibilissima: come da tipica usanza italiota, il regime uscente detta le condizioni per sostenere il nuovo governo di emergenza. E le condizioni non possono che essere i soliti disgustosi interessi privati e di partito.

Ricapitoliamo: il Paese sta con l'acqua alla gola (e dico acqua per non dire...), si insedia un governo che deve approvare in fretta leggi di urgenza e interesse nazionale, e Bellicapelli si permette pure di piantare paletti, dopo esser stato cacciato a suon di "tradimenti": il suo sostegno costa un ministro della Giustizia amico (Augusta Iannini, il giudice moglie di Vespa), un suo uomo al Ministero per lo Sviluppo Economico e che il nuovo governo non si azzardi a toccare le Telecomunicazioni e il Porcellum porcellorum. Ah e che Monti non si azzardi a ricandidarsi: l'Italia è del monopolista che è arrivato per primo.

Stando all'Ansa, Monti avrebbe risposto in stile "non animarti, piccolo uomo, sarai esaudito. I ministri però li scelgo io e su questo non rompere i coglioni". Se poi ci si mette anche il Terzo Polo che odia i laici come il Diavolo l'Acqua Santa, abbiamo dinanzi un quadro completo ed esaustivo.

Comunque il nuovo governo ci sarà delineato fra non molto, e decisamente non vediamo l'ora di ammirare questa compagine di tecnici catto-berlusconiani. Certo, per lo meno si tratta di gente competente, persone che non accenderanno falò di 370.000 leggi inutili (dal De Piromania di Calderoli) e che in via del tutto eccezionale non saranno avvocati. Persino Gianni Letta si è tirato indietro dal sottosegretariato, con senso di responsabilità (o di pura lungimiranza).

Per quanto, un ministero ad Amato mi farebbe inneggiare a Letta duce.

venerdì 11 novembre 2011

E ora: la Compravendita Suprema

Ci sono cose che questo sconvolgimento politico non ha ancora ucciso: da una parte il signoraggio internazionale che unisce tutti i poteri finanziari forti e che si sentirà rassicurato dalla eventuale presidenza Monti, uomo della Goldman Sachs, in Italia. Dall'altra, non è ancora morto il Berlusconismo, o meglio non tutto.

Forse il culto del vincitore, che ha portato negli anni parlamentari ed elettori a inginocchiarsi all'altezza dell'uomo solo perché, appunto, vinceva, non è più influente come prima. Ma Berlusconi è vivo e con lui sono vivi i suoi interessi. E quando si è detto che il PdL avrebbe appoggiato Monti dall'esterno non avete avuto un sussulto? Anzi, pare si intenda fare un confronto tra Monti, Dini e Letta. Si suppone per decidere quale sia più utile ad assecondare gli interessi di Tizio, Caio e Sempronio.

Ora immaginiamoci un attimo la situazione: il governo tecnico deve approvare importanti riforme economiche e sociali al più presto. Per farlo avrà bisogno, volta per volta, della maggioranza parlamentare. Se le persone sono responsabili, sostengono un provvedimento se lo ritengono efficace.
Solo che siamo in Italia, signori miei.

Dunque continuiamo con le nostre previsioni: cosa vieta a un manipolo consistente di manigoldi "esterni al governo tecnico" di imporre una forma vergognosa di do ut des facilmente immaginabile? Io vi voto il provvedimento urgente, ma solo se mi ci metti questo e quest'altro, detto terra terra.

Fantasticherie distopiche? Non è proprio periodo, dite, per sistemazioni personali? Mmm... abbiamo visto un signore che fa il Presidente del Consiglio farsi una legge per il dopo-morte e infilarla in un provvedimento di emergenza nazionale. Abbiamo visto gente che si fa chiamare "onorevole" andare da un a parte politica all'altra a seconda di dove tirava il vento e il portafoglio. Un accenno di pessimismo pare quantomeno giustificato.

mercoledì 9 novembre 2011

Fate qualcosa, per Dio

Immagine di economiafinanza.net
Voi le parole ce le avete? Forse persino un sensato "troppo tardi" sarebbe di troppo...tardi. Non hanno preso misure, non hanno pensato ad altro che alle loro stronzatine, si sono ridotti all'ultimo, hanno soppresso la poca credibilità che avevano sotto strati di ulteriore marciume. E adesso pagheremo tutti.

Non hanno fatto la patrimoniale perché sennò avrebbero perso "l'elettorato di riferimento". Stesso principio per cui non hanno mai combattuto l'evasione fiscale, forse. Chi ha detto che un politico guarda alle prossime elezioni ma uno statista guarda alle prossime generazioni dovrebbe inalberarsi come una biscia agguerrita. Solo che chi parlò così è defunto e si è risparmiato uno spettacolo raccapricciante.

Infatti quello che tutti vogliono adesso sono proprio le elezioni anticipate, come se dovessimo stare a pensare a chi ha il consenso popolare (per quello che vale poi) prima dell'esigenza di ritornare a galla a respirare.
Ormai non si tratta di tirarla per le lunghe, si tratta di reagire subito, con ogni mezzo, ad ogni costo. Non prima che sia troppo tardi perché è già troppo tardi. Ora bisogna rimediare al più presto perché al peggio c'è sempre tempo.

Oggi il Presidente della Repubblica ha nominato senatore a vita Mario Monti, economista dall'indiscusso talento e dalla potenza intellettuale ben nota. Segno che le personalità meno impulsive e più responsabili (sebbene i precedenti che hanno) premono per evitare a tutti i costi il botto finale.

Oggi lo spread Btp-Bund ha raggiunto un nuovo record mostruoso e di questo passo la fine è minacciosamente vicina. Mai come oggi ideologie, tatticismi e opportunismi sono stati deleteri e pericolosi.
A questo proposito, farebbe quanto mai schifo pensare che si invocano le elezioni per evitare l'applicazione del referendum anti-Porcellum dall'esito scontato.
Farebbe...quanto mai...schifo...

sabato 5 novembre 2011

Servizio Pubblico contro l'abominio degli sprechi

Da una parte ciascuno di noi è stanco di sentir parlare sempre delle stesse cose. Non ci vuole un genio per sapere chi sono i nostri rappresentanti, ovvero rappresentanti di se stessi. Si sa chi è Silvio Berlusconi, si sa che la causa di tutti i mali italiani sono quelle migliaia di rappresentanti delle nostre istituzioni, le più malate dell'Europa avanzata.

Eppure sono contento che "la solita solfa di Santoro" (cit. Il Giornale) abbia avuto un record di ascolti da guinness dei primati. Sono contento perché l'unica cosa che può accomunare tutti gli Italiani in un rigurgito anti-casta è l'incazzatura davanti allo spreco titanico che ci procurano deputati e senatori. Quindi una puntata del nuovo Annozero tutta incentrata su questo tema da maldistomaco non solo è necessaria, ma andrebbe replicata su ogni piattaforma, ogni spazio pubblico, ogni ambiente di discussione.

Perché sia chiara una cosa, qui non sono tutti pecoroni indegni della propria Nazione e meritevoli della classe politica che hanno, e questo lo ha dimostrato anche la trasmissione virtuale di Santoro giovedì scorso:  Marco Savari, che ha parlato del gruppo FB su un referendum sugli stipendi dei parlamentari mi ha molto colpito. Esistono dunque centri di organizzazione dal basso, svincolati dalla politica, che intendono reagire. Questi gruppi di persone sono anche ben raggiungibili, grazie alle qualità positive che ci offre la rete.

Ebbene, cari Italiani che valgono, è evidente che possiamo sfruttare una marea di fattori a nostro vantaggio e farli letteralmente cagare sotto. Abbiamo dei centri mediatici come il programma di Santoro, che sono evidentemente di natura commerciale, ma anche di qualità. Abbiamo la possibilità di contattare i nostri simili, altri patrioti facilmente raggiungibili grazie a social network et simila. Abbiamo dalla nostra la ragione, che alla fine trionfa sulla menzogna. E, non ultimo, abbiamo un'indignazione che non si spegne con vane promesse di piccoli cambiamenti che mai si realizzeranno.

Noi possiamo far loro paura. Parliamone.

venerdì 28 ottobre 2011

La tv è di tutti... tutti loro

“Una mattina sfogliavo un giornale, leggevo gli ascolti di Rai 2 e di Gianluigi Paragone, stanco di manifestazioni, petizioni, appelli e un’ispirazione mi ha travolto”. E trattandosi di Giuliano Ferrara, deve essere stata una valanga d'ispirazione per riuscire a travolgerlo. Ma come si è arrivati a questa drammatica fine?

Parliamo un po' di televisone supponendo per assurdo che la RAI sia pubblica: non è vero, intanto, che un tempo l'Azienda era libera e oggi no. Semplicemente un tempo era schiava di tutti e ora di uno solo, passando per un breve periodo di normalità, dove per normalità intendo la produzione per il mercato e non per chiccessia. Si è passati dall'idea di "tv di qualità" come televisone che produce per vendere e senza vincoli di interessi privati, a quella di "servizio pubblico" come prodotto giornalistico della Verità senza padroni, a quella finale di servizio pubblico come tv che siccome è di tutti deve dare ragione a tutti. Partiamo dal comprendere innanzi tutto che queste concezioni rimangono, appunto, mere concezioni in confronto alla verità storica dei fatti.

Sotto la Prima Repubblica la televisione di Stato è effettivamente in mano ai partiti ma, per lo meno, vi sono delle garanzie contro la disinformazione, delle regole, scritte e non, sull'uso che se ne può fare, sempre e comunque in nome della competitività e della qualità. Con la stagione di Mani Pulite si introduce una fase nuova: la gente vuole la testa dei partitocrati arraffoni e il giornalismo dà loro, giustamente, ciò che vogliono (al riguardo vi consiglio vivamente le inchieste e le interviste a schiena insolitamente dritta di Vespa e Minzolini ad esempio). Questa situazione di "clima giustizialista" come dice tuttora qualcuno, è rimasta a lungo in atto ed ha resistito a stento anche fino ai giorni nostri. E poi fu il Minculpop.

Minzo e Silvio, best friends
L'editto bulgaro ha fatto il suo corso, eliminando non solo la triade in particolare, ma anche ogni altro intellettuale inviso alla Casta tutta, non solo ai governi. Le così dette authority non sono politicizzate, sono proprio organi politici. I telegiornali ormai da diversi lustri non fanno servizio pubblico, non fanno né servizio, né pubblico. Infatti è il pubblico quello che comincia a mancare alla RAI. Annozero, checché se ne dica, faceva ascolti a gogo, garantendo all'Azienda introiti notevoli. Ecco, quando nemmeno le elementari regole di mercato significano qualcosa, vuol dire che, uccisa da tempo l'etica giornalistica, anche l'etica del denaro ha perso valore in confronto a quella del servilismo più vergognoso. Ma a che servono i trombettieri di regime, se poi si sa che non li ascolta nessuno? Io una risposta ce l'avrei:

C'è una differenza di fondo tra Fascismo e Berlusconismo: la propaganda del primo serviva ad ottenere consenso; quella del secondo serve anche a spostare il pubblico... dalla RAI a certe aziende di famiglia.

giovedì 27 ottobre 2011

Un bel cavallo e le dannate briglie

Forse non tutti hanno idea dell'immenso potenziale che l'Italia ha. Forse tutti questi scandali, queste oscenità e le mostruosità della politica ci hanno fatto dimenticare il nostro patrimonio nazionale, che è qualcosa di enorme.
Un patrimonio culturale, ambientale, storico, intellettuale, artistico, letterario che gli Stati Uniti se lo sognano.

Abbiamo ed abbiamo avuto i nostri eroi e i nostri personaggi illustri. Nulla a che vedere con certi miti di oggi, figli dei media, ologrammi che non fanno la storia, ma ne proiettano una di riserva nelle nostre menti alienate. Non ci importa dei nostri scavi, non dei nostri monumenti e delle riserve naturali. Nulla dell'arte e le sue radici ben piantate nel suolo italico. Niente di tutto ciò ci attira, molto meglio i centri multimediali.

In questo scenario gli usurpatori della Patria agiscono indisturbati, depredando il depredabile, distruggendo con l'abbandono ciò che non frutta loro qualcosa di immediato. Eppure dovrebbe come minimo inquietare la prospettiva di essere un signor Paese ma lasciato a morire. 

Tempo fa, pensando all'Albania, avrei evocato alla mia mente scenari sgradevoli, di irrimediabile tristezza. Questo perché non mi ero mai soffermato a vedere le dirette immagini di quei luoghi: una bellezza naturale d'altri tempi. E la Grecia? Quella che fu la madre della cultura (e la nostra Italia la più bella delle sue figlie) oggi versa in condizioni turpi, tristi, agghiaccianti per chiunque abbia un minimo di sensibilità.

Pensate davvero che siamo così diversi da stati come questi? Pensate davvero che non dobbiamo temere un futuro così buio? Eppure è questo che succede quando una popolazione non ha identità e si lascia sfruttare da un nutrito manipolo di briganti, gente magari educata al benessere, come direbbe quello, ma diseducata alla bellezza e al nazionalismo.

Ciò che questi signori fanno è tremendo: si appropriano di una creatura libera, bella e vigorosa, la legano con stretti lacci per non farsela scappare. E poi la sottomettono tristemente al loro volere, per trascinarla con se nel dirupo. Prendiamo atto che l'Italia è il cavallo più bello di tutti, ma che è imbrigliato da cavalieri egoisti e indegni.

mercoledì 26 ottobre 2011

Un 6 scarso...


A questo siamo arrivati...
Frase che inesorabilmente ti ritrovi a ripetere regolarmente e con una frequenza non indifferente dall'alba dei tempi, non è vero? Poi magari ti accorgi che non ha senso, perché quando pensi di averle viste tutte ecco puntuale arrivare nuovo stupore. E' la naturale conseguenza del Caos, la non-legge che regola il non-senso del non-stato.

Anche impegnandomi non riuscirei a descrivere la modalità delle ultime manovre politiche adottate dall'Italia perché l'Europa-ce-lo-impone (e dove ce lo impone), in modo più efficace del comico Maurizio Crozza: un ragazzino che non ha voglia di fare i compiti e che si riduce all'ultimo producendo un temino improvvisato la mattina stessa. 

Ieri (25 ottobre) era il Caos vero e proprio: vertici berlusconiani con tutta l'umanità di maggioranza, ministri in preda all'isteria, Bossi che quasi si azzarda a mordere il padrone, alti moniti, Premier che vagheggiano dimissioni in preda alla depressione, paraculate dal Financial Times, Rotondi che dipinge il solito scenario orwelliano con gogne e comunisti infantofagi (il nuovo Mani Pulite). Qualcuno nella confusione accende Cicchitto in modalità "minchiate" (perché non ne ha altre).

Oggi invece? Il tema a piacere non fa impazzire la maestra (Gianni Letta), ma chiunque prova un minimo di vergogna. D'altra parte se il titolo è "Piano crescita" si è andati come minimo fuori tema.

lunedì 24 ottobre 2011

Una commedia italoeuropea

Nelle vicende politiche nazionali e internazionali dell'immediato presente c'è qualcosa di tristemente comico, come quando durante un film ci si copre il volto dalla vergogna per uno dei personaggi. E' un po' come se ora fossero Angela e Sarko a fare le corna dietro a Silvio.

In pratica francesi e tedeschi trattengono gli sganasciamenti pensando a una storia di simpatiche canaglie che si mettono a fare i saltimbanchi, acclamati dagli abitanti di un paese dei balocchi, mentre i complici degli intrattenitori li borseggiano. Ma ciò che più diverte sono i patetici commenti delle nostre "autorità".

Frattini: "E' inopportuno ridicolizzare l'Italia"; Casini: "Così Sarkozy ridicolizza l'Italia"; Reguzzoni: "Una scenetta abbastanza irritante", e così via. Questi signori  commentatori non si accorgono di aggiungere al ridicolo lo scompiscio generale. Pare quasi che non si rendano conto che al mondo possono solo ridere di loro e di chi li ha eletti.

Una domanda: perché mai dovrebbero rispettarci all'estero? Forse perché siamo un peso per il resto dell'Europa. Oppure perché nel momento in cui servirebbe la massima serietà un manipolo di pagliacci ne combina di tutti i colori e invece di nascondersi si avvinghiano alle poltrone mentre i gendarmi li trascinano via. O ancora, perché l'Europa sa di poterci manipolare come vuole al grido di "marameo", senza che noi reagiamo in qualsivoglia modo che non sia biascicare un "però siete cattivi e maleducati...".

Si possono fare molte interpretazioni, ma la cosa certa è una e una sola: francesi e tedeschi hanno tutti i motivi di provare ilarità alla vista del miles gloriosus che il Premier è, per chi ancora non l'avesse capito. Quelli che non dovrebbero ridere siamo proprio noi invece, che nemmeno ci solleviamo come dovremmo per fanculizzarli a dovere.

martedì 18 ottobre 2011

Non parlano, chiocciano

Ecco, bel modo di fare resistenza. Ora ai danni materiali (quantificati in due milioni) e a quelli morali (una manifestazione immensa caduta nel dimenticatoio) si aggiungono quelli dibattimentali.

Eh già, perché gli ultrà del 15 ottobre hanno acceso fuochi e un grande dibattito, uno di quei mega concorsi di stronzate per distogliere l'attenzione da ciò che conta. Far diventare o no le manifestazioni delle società assicurative? Dare o no alle Forze dell'Ordine la possibilità di bastonare e/o sparare a discrezione del singolo? Andare o no in tutti i covi di anarco-nazi-comunisti che si conoscono ad arrestarli per sicurezza e farli incazzare ancora di più?
Devo ammettere che l'idea del complotto si fa sempre più forte nella mia mente.

Nel frattempo continuiamo a pagare i debiti delle banche, finché qualcuno non ci verrà a dire che dobbiamo pagare anche il nostro debito pubblico. Quando lo hanno detto all'Islanda, questa è uscita dal Fondo Monetario Internazionale e ha già una prospettiva di ripresa. Vi aspettate una rivoluzione economica dai nostri rappresentanti? Finora sono stati in grado solo di blaterare a proposito di rivoluzioni liberali che non si sa bene cosa vorrebbero essere.

Da 4 giorni i TG e i programmi sedicenti d'informazione pullulano di Maroni e compagnia, impegnati a questionare sull'ultimo "caso nazionale", buono per riempire il tempo delle "trasmissioni pollaio", come definì i talk show un tale. Sì, ma il mangime per galline non piace a tutti.

Sabato scorso erano qualche centinaio di teppisti. Un domani potremmo essere io, te e tutti quelli che non vogliono lasciare l'Italia agli sciacalli.