domenica 25 settembre 2011

Democrazia debole, Costituzione fragile

E' assai triste: abbiamo "la Costituzione più bella del mondo" per dirla con Bersani...è anche una Costituzione rigida, quindi modificabile solo dopo procedimento aggravato (assai raro che si concluda con una modifica).

Eppure, se la qualità e il valore della Carta fossero il riflesso della realtà, non saremmo gli stessi. Non avremmo dei secessionisti da strapazzo al Governo, liberi di incitare alla divisione fisica d'Italia, già ottenuta quella morale tra l'altro; non avremmo un Presidente del Consiglio-riproduzione in scala estesa (ma nemmeno tanto) di un fastidioso ragazzino viziato, di quelli che danno ordini a genitori sottomessi; non avremmo un'invasione di campo costante, ridicola e al contempo tragica dell'esecutivo verso il potere giudiziario. Se la Costituzione fosse davvero inviolabile, non saremmo quel che siamo ed è chiaro a tutti.

Come è potuto accadere, vi starete chiedendo. La mia risposta è semplice: degrado culturale,  antico e costante. Da 150 anni a questa parte, ogni individuo sul suolo italiano non ha fatto altro che tutelare i propri interessi, o tutt'al più quelli della propria categoria. Ciò che di buono c'è, e non è poco, lo dobbiamo a poche anime elette, degne della nostra memoria.

Guardate ora alle nostre istituzioni. Guardate al Quirinale e ai Palazzi imponenti e fieri. L'egoismo di massa, disinteresse, sciatteria sociale, ha lasciato all'egoismo di casta carta bianca. I banditi del potere non temono le leggi e non temono il proprio popolo. E' un lusso che possono ben concedersi.

Per di più, danno dei fascisti a coloro che sommessamente li richiamano all'ordine. Chi li combatte diviene un  criminale politico. Ebbene, quando i delinquenti sono liberi di appioppare lo status di delinquente agli onesti, allora un sistema è crollato. La democrazia va salvata dalle proprie debolezze.

In certi casi, vale la pena passare per fascista.

9 commenti:

  1. Il punto è che lo facciamo, in diversi anche. Molti per interesse personale(aggiungerei legittimamente quando ti tagliano il futuro), ed altri per sola spinta morale. Ma non saremo ascoltati finchè non saremo organizzati, coesi e in grado di trascinare la massa dei disinteressati.

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  2. A me viene da pensare che la ragione sia da ricondurre proprio a questo, ovvero al fatto che, come hai affermato, "ogni individuo non ha fatto altro che tutelare i propri interessi, o tutt'al più quelli della propria categoria"... è così, che secondo me,si crea un meccanismo a catena. Le persone stanche di questa cosa, stanche di porre la propria fiducia su un individuo, con la speranza che questi possa cambiare realmente la loro società, scelgono di non fare niente, fanno più che possono per migliorare la loro (individuale) condizione senza porsi la questione se ciò è giusto o no, se così si calpestano i diritti e la dignità altrui o no... d'altronde l'uomo, come ha affermato il filosofo Hobbes mediante l'espressione "homo homini lupus", è lupo per gli altri uomini. Per concludere, affermo che ciò finora riportato non è da considerare giusto, non porterà mai ad un buon funzionamento di una società e ci lascerà sempre poveri interiormente... ma in fondo chi realmente sa distinguere il giusto dall'ingiusto, il vero dal falso, il buono dal cattivo ? ...e molto altro ancora...semmai riusciremo a capire bene queste cose allora forse saremo in grado anche di cambiare qualcosa. Scusa per la lunghezza del discorso... spero non ti annoierai a leggere tutto.

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  3. Kristina ha ragione ma se si pensa che non c'è uomo vivente che sa distinguere il bene dal male, il buono dal cattivo ecc, come si può pretendere di governare ed essere governati? Penso invece che, ora, il "bene" come anche il "male" non c'è da nessuna delle due parti. Cìè solo "un po' meglio" e "un po' peggio".
    E' vero. La carta è rigida e viene continuamente arginata e messa da parte da chi è stato legittimato da "noi" a farlo. Quindi, la cosa da fare non è irrigidire ulteriormente la Carta o potenziare la Democrazia, La cosa da fare è cercare di capire se esiste un modo per capire prima chi veramente andremmo a votare. Quindi forse l'uomo-lupo di Hobbes non solo mangia gli altri ma mangia anche se stesso. Come? Non informandosi quando dovrebbe, lamentandosi quando fa cose di poco senso e lasciare che tutto vada come sta andando. Grazie per l'attenzione.
    F.C.

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  4. La soluzione? Non credo sia il saper scegliere l'elettorato passivo. Trovane uno affidabile se ci riesci, ma non c'è bisogno che ve lo dica.
    Se Maometto non andrà alla montagna, la montagna andrà da Maometto. A buon intenditor...

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  5. Non è facile scegliere il candidato giusto alle elezioni ( ammesso che ci sia uno adatto, perchè finora ho visto poco)...considerando che prima di essere eletti promettono tutti belle cose ma poi in realtà fanno il contrario di quello che affermano. Agiscono nel proprio interesse... I governi deboli ad esempio, magari giusti ma deboli periscono perchè non riescono ad affrontare l'ipocrisia e l'avidità che li circonda... Quelli forti invece, riescono a combattere tutto questo ma finiscono col diventare peggio dei loro nemici... e così via... Non sono pessimista... continuerò a credere che ci sarà prima o poi alla guida qualcuno in grado di essere coerente in quello che dice, che mantenga fino in fondo il suo pensiero, che sappia combattere l'ipocrisia e l'ingiustizia non ricambiando però con la stessa moneta...ma la strada è molto lungaaaaa. spero io sia riuscita a far capire bene ciò che penso. :P

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  6. Cara Kristina, non so chi per primo lo disse, ma "io non mi fido nemmeno del mio culo". In compenso ho capito bene cosa intendi, e senz'altro qualcuno questa lunga strada che dici la intraprenderà. O magari l'ha già intrapresa ;)

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  7. Ci sei riuscita e ti porgo una domanda: che caratteristiche deve avere il candidato "perfetto", quello elegibile? I forti vincono sui deboli, così è sempre stato e così sempre sarà. La legge darwiniana non vale solo fra gli animali ma anche in circostanze del genere, artificiose, visto che l'artificio nasce dal naturale.
    Credo che uno veramente coerente fino alla fine non esista, non ora, in questo periodo storico. Ognuvo va dove gli conviene andare; è la natura. Ma in politica va contrastata se non si vuol mandare tutti a fare l'elemosina per strada, sia i cittadini che i politici.
    F.C.

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  8. Quoto in tutto l'ottimo Lorenzo. Aggiungo che se oggi prevalgono i "politici" sugli "statisti" è per via del sistema di selezione del più compromesso, che si è creato in Italia e di cui presto parlerò.
    Non disperate, i sistemi nascono, crescono e muoiono come noi, ma alcuni possono essere solo uccisi. Non conoscono cause naturali.

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