domenica 6 novembre 2011

Insorgiamo, e insorgiamo uniti


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Segue il testo del mio intervento:

Bentrovati cari italiani.
Mi espongo di nuovo al publico ludibrio, ma ancora una volta lo faccio per cercare seguito, che so esserci, a un progetto di profondo cambiamento social-politico. Difatto provate a trovarmi qualcuno che non ritenga necessario distruggere l'attuale sistema e vi dimostrerò che egli è un alienato bisognoso di cure anche psichiatriche.

Così tante sono le prove dell'incompetenza, della corruzione e della indiscussa nocività dell'attuale classe politica, che non sto qui a ripetervele. In tanti le hanno denunciate abilmente: leggetevi Stella e Rizzo, guardate le inchieste di Report, cercate le forme di informazione sconnesse dai partiti e vi farete un'idea.

Dunque, per dirla alla Crozza, questo era il foglio dello spirito, per cui passiamo al foglio del come! Spesso mi rattristo ascoltando discorsi su come sarebbe impossibile cambiare le cose, perché non possono andare diversamente e noi poveri mortali siamo disuniti e deboli. Finchè questo discorso lo fanno i giornalisti di regime e i loro padroni ok, parlano così perchè sono contenti così e hanno tutti i motivi per esserlo.
Ma soprattutto siamo noi a cadere in questi discorsi ed è questo che mi deprime.

Noi dobbiamo renderci conto di alcune cose innegabili: abbiamo un grande potenziale culturale, sociale, storico, ambientale che se non funziona è solo per colpa dei soliti noti; e dobbiamo renderci conto che queste persone possono essere sconfitte in tanti modi. Non sono invincibili; infine, voglio ricordarvi che abbiamo modo di entrare in contatto tra di noi, noi patrioti, noi italiani degni, noi che saremmo statisti 100 volte migliori di loro.
Ecco, nel 21simo secolo possiamo comunicare facilmente e divenire uniti.

Loro, i mafiosi privilegiati e impuniti, contano sulla nostra disunione. Godono nel vederci sbranare tra di noi, i vigliacchi. E più loro godranno, più le loro menzogne ci vedranno indifferenti, più si avvicinerà il disastro, la tragedia. Tempo fa a Piazzapulita vidi delle immagini dell'attuale Grecia... ecco non pensiate che siamo del tutto immuni dal rischio di fare la stessa fine. Prima che sia troppo tardi dobbiamo partecipare, dobbiamo far mancare loro il nostro voto, dobbiamo diventare noi la politica.

Questa Nazione appartiene a noi, non a un manipolo di corrotti. Grazie a tutti, ci vediamo sul campo di battaglia.

2 commenti:

  1. Eh, lo so che non è un bello spettacolo, ma è proprio questo il punto: se sono disposto a rinunciare alla dignità vuol dire che vale proprio la pena ragionarci su!

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