sabato 15 ottobre 2011

La seconda vittoria di Pirla



Vi ricordate la mozione di sfiducia di un anno fa? Quella in cui il Governo si salvò per un paio di Scilipoti accattati all'ultimo. A Che Tempo Che Fa Luciana Littizzetto la definì efficacemente una vittoria di Pirla, deformando i commenti dell'opposizione. Ebbene, quella di ieri è stata una gran vittoria di Pirla.

La mozione di fiducia doveva farci capire se abbiamo ancora un governo stabile, ma prima di capire ciò vediamo i risultati delle analisi: 316 voti a favore; 301 voti contro; 12 assenti nella maggioranza; 5 assenti nell'opposizione. 5 radicali sventano il piano malvagio del PD di conquistare il mondo (far saltare la mozione non facendo raggiungere il quorum di partecipazione).

Immagine di generazioneitaliaverona.wordpress.com
Quello che ci interessa di più non sono i 5 “stronzi”, ma l’ennesima riprova che questo governo vive di commercio umano. Annunciando il ddl stabilità l'altro ieri, il Premier ha parlato con rammarico di "tagli dolorosi per i ministeri". Non credo sia esattamente dolore ciò che hanno provato Catia Polidori, Aurelio Misiti, Pino Galati e Guido Viceconte quando sono stati nominati viceministri e sottosegretari

La prima nominata passa al PdL da FLI per votare contro la mozione di sfiducia l’anno scorso, quindi si ritira nel Gruppo Misto in attesa del prossimo momento di bisogno (ieri); Misiti, anche detto Scilipoti II, esce dall'IdV l’anno scorso, distinguendosi per una serie di favori allo stesso Berlusconi; Galati, abbandonata l’UDC ormai da tempo, viene di nuovo promosso sottosegretario come nel 2005.

Per chi non lo sapesse, questi sono incarichi che costano allo Stato. Per chi non lo sapesse lo Stato siamo noi. E noi paghiamo i pirla, così come li paga Silvio, se non fosse che a noi non servono a un cazzo.

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